Micaela Mau

bio


Micaela Mau (nata nel 1986) è un’artista italiana di origini tedesche.
Ha studiato comunicazione visiva all’Istituto Europeo di Design di Roma e alla School of Visual Arts di New York, così come Lingue e Culture Straniere all’Università degli Studi Roma Tre.
Durante soggiorni di studio e di lavoro a Tokyo, Francoforte e Londra, si avvicina alla fotografia, affascinata dalla relazione ambigua tra immagine fotografica e realtà.
Attualmente vive e lavora a Firenze.


artist statement

Per me la fotografia non è solamente un mezzo per trasmettere la mia visione del mondo, per fermare impressioni effimere nel tempo e condividere ciò che ha attirato la mia attenzione, ma è anche un mezzo per modificare la realtà e mettere in discussione il nostro modo di vedere le cose.

Lavorando nell’ambito del fotoritocco rimasi colpita dal fatto che consideriamo le fotografie testimonianze oggettive della realtà nonostante le nostre pratiche fotografiche quotidiane ed esperienze personali con il mezzo fotografico divergano considerevolmente da questa nozione.

Nel mio lavoro esploro il potenziale trasformativo e metamorfico della fotografia, concentrandomi in particolare sulla relazione tra realtà e immagine fotografica. Molti progetti sono nati dalla sperimentazione con tecniche fotografiche o processi di postproduzione. Per me è importante fotografare i soggetti nella luce e negli ambienti in cui li incontro, nonostante l’immagine finale possa poi a malapena assomigliare o essere connessa al soggetto originale. Raramente fotografo in studio. Le mutazioni avvengono o attraverso la macchina fotografica o in postproduzione.

Il mio lavoro  è fortemente influenzato dai movimenti d’arte astratta, surreale e concettuale del passato. Per questo motivo mi affascina l’insolito e l’accidentale, ciò che chiamo happy accidents. Alcuni progetti si sviluppano attorno ad immagini di composizioni venute in essere casualmente, arbitrariamente, senza alcun intento creativo, a volte senza intervento umano, e quindi senza intenzionalità; una sorta di objets trouves fotografici. Fotografando queste composizioni ed elevandole ad arte, desidero aggiungere il mio contributo al dibattito attorno all’intento creativo nell’arte, alla definizione di arte e chi decide cos’è arte.

Di recente ho iniziato a lavorare con supporti analogici quali fotografie stampate, diapositive e negativi, con l’intento di investigare il modo in cui trattiamo e ci relazioniamo con fotografie di famiglia in particolare e tecnologie semi-obsolete in generale.

Dal concetto iniziale all’elaborazione finale alcuni progetti possono impiegare anni peressere completati.

Quando confrontata/o con i miei lavori più astratti vorrei che chi guarda si chieda che aspetto abbia il soggetto originale e come sia stata realizzata l’immagine finale. Il mio scopo principale è di lasciare chi guarda con una sensazione residua di insoddisfazione, leggermente infastidita/o dal fatto che manchi qualcosa di fondamentale.


mostre collettive


2017

Photography on a Postcard, a cura di Gemma Peppé | theprintspace, Londra, UK

Celeste Prize 2017. Finalist exhibition, a cura di FatoşÜstek | Barge House, Londra, UK

Dintorni urbani, racconto corale sulla citta di Firenze, a cura di Elisa Biagini, Andrea Aleardi, Martino Marangoni and Giuseppe Toscano | Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, Firenze

Good Bokeh, a cura di Yessica Torres | Dab Art, Ventura, Ca, USA


contatti


mail@micaelamau.com

Per restare aggiornati/e sul mio lavoro potete sottoscrivere alla mia mailing list qui.

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